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Mostre: a Parigi l'arte araba contemporanea, per unire mondi

Tags Mostre, Parigi, Arte

Sono nati al Cairo, a Marrakesh, a Ammam o a Beirut, ma hanno scelto di vivere e lavorare per periodi piu' o meno lunghi a Parigi, una delle capitali dell'Occidente, insieme a New York e Londra, piu' aperte ad ogni forma d'arte.

Sono nati al Cairo, a Marrakesh, a Ammam o a Beirut, ma hanno scelto di vivere e lavorare per periodi piu' o meno lunghi a Parigi, una delle capitali dell'Occidente, insieme a New York e Londra, piu' aperte ad ogni forma d'arte: 13 tra i maggiori rappresentanti delle nuove correnti dell'arte contemporanea araba espongono in un luogo di grande fascino quale la Villa Emerige, nel 16/o arrondissement della capitale francese.

La mostra, che dura appena un mese (si chiude il 12 novembre prossimo), si intitola ''Traits d'Union. Paris et l'art contemporain arabe''. L'idea di fondo, spiega il suo curatore Pascal Amel, critico d'arte che da vent'anni vive tra la Francia ed il Marocco, e' che questi artisti rappresentano in un certo senso ''l'anello di congiunzione'' tra il sud e il nord del Mediterraneo. Tutti, pur essendo nati e cresciuti nel Maghreb o nel Medio Oriente, dove molti di loro continuano a vivere, hanno stretto legami profondi con l'Occidente, ed in particolar modo con la Francia.

Il tema della guerra e' al centro dell'opera del pittore libanese Ayman Baalbak, 36 anni, che dipinge il conflitto attraverso volti di carnefici incappucciati e di vittime nascoste dietro il velo islamico. Hicham Benohoud, pittore e fotografo, 43 anni, (sua la foto pubblicata sul nostro sito) che vive e lavora a Marrakech, ma ha gia' esposto al Centre Pompidou di Parigi, unisce il ludico al tragico, mettendo spesso in scena se stesso nello sue opere. Dopo una mostra al museo parigino del Quai Branly, nel 2009, le fotografie ''pittoriche'' di Nermine Hammam, 44 anni, che ha installato il suo atelier al Cairo, sono ora alla Villa Emerige. Tra pittura, scultura e fotografie sono le creazioni della siriana Laila Muraywid, 55 anni. Gli altri artisti in mostra sono: Taysir Batniji, Mahi Binebine, Elie Bourgely, Ninar Esber, Najia Mehadji, Yazid Oulab, Khaled Takreti, Abderrahim Yamou e Zoulikha Bouabdellah. Pascal Amel ha selezionato solo ''opere visibili sulle due sponde del Mediterraneo - ha spiegato - che uniscono due mondi, che producono un'estetica dell'ibrido e mescolano forme e sensibilita' in cui si intrecciano in modo inedito corpi e spiritualita', critica sociale e politica''. Molte di queste opere, ha precisato ancora il curatore, sono gia' state esposte nei musei dei Paesi del Golfo, del Medio Oriente e del Maghreb dove ''l'arte contemporanea e' sempre piu' presente. Gli artisti arabi - ha aggiunto - creano un'arte nuova che non solo modifica la nostra percezione dei loro Paesi, ma ha anche un'influenza positiva sul nostro modo di vedere gli arabi della diaspora, ancora vittime di pregiudizi in Occidente''.

 

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