News Detail

Mo: Hamas, possibile nuova Intifada per stato palestinese


"Quella di una nuova Intifada e' un'opzione possibile, aperta.

"Quella di una nuova Intifada e' un'opzione possibile, aperta. Questa Intifada si identifica nella risoluzione 194 delle Nazioni Unite che chiede il ritorno dei profughi palestinesi nella loro terra. La richiesta di Abu Mazen, la consideriamo semplicemente una richiesta dimezzata". Ô quanto afferma Khaled Altabosh, uno dei leader del Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, intervistato in esclusiva da Radio Radicale e Grandemedioriente.it, in merito alla richiesta presentata all'Onu dal presidente palestinese Abu Mazen per il riconoscimento dello Stato palestinese e al veto opposto dagli Usa. Malgrado la proposta di Abu Mazen sia una 'pseudo proposta', afferma Altabosh, ''con il loro rifiuto gli Stati Uniti hanno dimostrato assieme al Quartetto (Usa, Onu, Russia e Ue), quanto siano schierati con Israele e contro i palestinesi''. ''Nel '48 - ha spiegato Altabosh - siamo usciti dalle nostre case per una decisione internazionale. Con la risoluzione Onu 194, il mondo ha deciso il ritorno dei palestinesi del Quarantotto. Da sessantatre anni aspettiamo che venga applicata la risoluzione per il nostro ritorno''. Il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, prosegue Altabosh, ''e' nato per restituire la terra ai palestinesi e liberarla. Non lottiamo solo sul territorio palestinese, ma anche su quello occupato.

Chiediamo la liberazione di tutti i territori e il ritorno dei profughi''. Israele, ha poi concluso, ''e' uno Stato di occupazione, non è nostro partner nel nostro territorio''. Per Ismail Radwan, altro leader di Hamas, la richiesta di Abu Mazen ''comporta dei rischi''. Riconoscere questo 22 per cento del territorio trascurando il restante 80 per cento, spiega nell'intervista a Radio Radicale e Grandemedioriente.it, ''significa riconoscere l'occupazione per sempre''. Non solo. La proposta del leader palestinese ''minaccia la resistenza perche' invece di renderla legittima la trasforma in una lotta solo politica nell'ambito del diritto internazionale. Se agissimo dopo il riconoscimento la resistenza sarebbe considerata terrorismo internazionale e il popolo palestinese sarebbe diviso. I diritti palestinesi sono a rischio, ecco perche' sarebbe stato meglio elaborare una strategia palestinese accettata da tutti''.


Per quanto riguarda il ruolo della Siria nel sostegno ad Hamas e le sue vicende attuali, Radwan dice: ''la Siria e' uno Stato che ha abbracciato la causa palestinese. Io auguro alla Siria e al suo popolo la sicurezza e la pace perche' il Paese guidato da Bashar al-Assad rimane un pilastro fondamentale del sostegno ai movimenti di liberazione''.

http://www.ansamed.info/