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I SUD DEL MONDO

ANALOGIE TRA I DIVERSI MERIDIONI DEL MONDO di Giuseppe Galati

Somiglianze e caratteri omogenei, nascosti dietro vistose e profonde differenze, accomunano e congiungono i vari meridioni del mondo. Esiste un ‘filo rosso’ che, lungi dall’essere un semplice elemento di contiguità, rappresenta una tipologia specifica dei diversi Sud: una ‘essenza’ che, al di là delle condizioni climatiche e ambientali, aleggia e si traduce in fatti concreti. Mi riferisco non solo ai tipici colori del paesaggio o alla diffusa carenza di infrastrutture, ma anche a comuni aspetti umani e formativi: alta natalità, basso tasso di scolarizzazione, innata ricchezza creativa, elevate capacità manuali e artigianali, predisposizione all’ospitalità, duttilità al cambiamento, forte desiderio di riscatto. Basti pensare agli emigranti dei vari Sud del globo e allo stesso spirito di sacrificio, alle medesime capacità di adattamento, all’analoga tenacia che hanno saputo dimostrare, nel tempo, nei Paesi di accoglienza.

La grande risorsa che gli uomini e le donne dei vari meridioni possiedono è proprio quel Dna competitivo che, una volta superato il senso di rassegnazione connesso al dilagante fenomeno della disoccupazione, riesce a dare i suoi frutti migliori anche nei contesti più antagonistici al mondo. Eppure, visti dal Nord, i Sud sono spesso percepiti in modo esclusivamente problematico, come casi irrisolvibili di povertà, degrado e arretratezza, terreni di coltura per la criminalità organizzata, aree statiche, passive e rassegnate su cui impiantare pedissequamente modelli di sviluppo imposti dall’alto. Conoscere e capire le caratteristiche comuni e specifiche di ogni Meridione aiuta, invece, ad assumere coscienza del modo in cui, partendo da una condizione di svantaggio, è possibile giungere alla valorizzazione delle risorse interne e intraprendere un percorso di ripresa.

Un fatto è certo. Ciascun Sud del mondo, ha in sé le possibilità di rinascere a nuova vita: spirituale, economica, civile, imprenditoriale. Nella sua cosiddetta essenza, è infatti un ‘oro’ che, seppure nascosto o avvilito, deve ancora trovare o perfezionare la corretta strada per il suo rilancio.

Il nostro Mezzogiorno, ad esempio, non è la terra di ‘pizza, mandolino e mafia’, un’area a sviluppo irrimediabilmente mancato, un dilemma di difficile soluzione per qualunque governo. Ha ricchezze enormi che può e deve far valere al di là dei soliti, antichi e riduttivi stereotipi. Mi riferisco a invidiabili dotazioni di identità e capitale umano - giovani e donne, turismo e cultura, beni artistici e posizione geografica - che, se riscoperte e valorizzate, potrebbero trasformare il Meridione d’Italia da ‘periferia’ d’Europa ad ‘avanguardia’ del vecchio Continente.

Non bisogna dimenticare che ogni Stato meridionale del globo è un Sud ‘in potenza’ che, al di là delle evidenti problematiche endogene, deve imparare a conoscere e ottimizzare il patrimonio di cui dispone per aspirare, contando anche sull’aiuto e l’esperienza altrui, a un’esistenza migliore.