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SENZA SE E SENZA MA DALLA PARTE DEI CALABRESI
Ad Amantea il popolo calabrese ha manifestato un significativo gesto di dignità, ed ha espresso legittimamente la propria indignazione di fronte a due questioni come la salute pubblica e la tutela dell’ambiente che devono unire tutti i cittadini.
Voglio premettere che non ho alcuna intenzione di prendere le distanze dalle valutazioni del PDL calabrese, perché è certamente vero che alcune forze politiche e sindacali hanno preteso di strumentalizzare l’evento, ma bisogna riconoscere che le passioni, le emozioni ed anche un certo plausibile furore della gente hanno marginalizzato tentativi davvero poco commendevoli di monopolizzare la manifestazione.
Si è diffuso, invero, tra i calabresi un profondo allarme in relazione alle navi affondate dalla mafia, la cui efferatezza era nota, ma non sino al punto di provocare un disastro ambientale di tali dimensioni.
Si apre, pertanto, un nuovo fronte antimafia che va contrastato con la stessa fermezza con cui si combatte la criminalità dedita agli omicidi ed ai traffici illegali.
L’allarme dei cittadini è certamente giustificato in forza di tre valide ragioni che vado ad enucleare: a) il mare è un bene in sé, tra gli omaggi della natura è certamente il più importante in Calabria, dove ci serve anche solo osservarlo per nutrire il nostro spirito, ma dobbiamo sentire la sua presenza senza avere dubbi sulla sua forza di purificazione; b) il mare è la vita per i pescatori, i quali oggi sono disperati per il diffondersi di un allarmismo, propagatosi rapidamente tra i calabresi, e che oggi rischia di penalizzare un settore trainante della nostra economia; c) il mare significa turismo ed, in mancanza di un intervento immediato, la stagione turistica 2010 potrebbe implacabilmente sancire un tracollo delle presenze turistiche in Calabria, con danni incalcolabili per gli operatori del settore e per l’economia calabrese nel suo complesso.
A questo punto non deve perdere altro tempo nell’impiegare tutte le risorse e le energie possibili con il conforto ed il sostegno di tutto il Consiglio Regionale, auspicabilmente più impegnato sulla vicenda e meno in improbabili, tardive e talvolta inutili riforme.
Noi tutti dobbiamo anche sforzarci di generare un impegno fattivo del governo nazionale ed all’uopo appaiono opportune e rassicuranti le dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo, la quale sembra avere compreso appieno la portata e la gravità del problema.
La task-force disposta dal Ministero, composta da tecnici ministeriali, dalla Capitaneria di porto, dai Carabinieri del Noe e dall’ISPRA per seguire la vicenda di raccordo con ed effettuare, con mezzi adeguati, indagini sottomarine finalizzate ad accertare quale sia il relitto a largo di Cetraro e cosa contenga nella stiva è un segnale pregnante, a cui tutti insieme dovremo vigilare perché sia dato seguito.
Un impegno che ci chiede la coscienza, i calabresi che hanno a cuore il bene ed il valore del loro territorio.