“Non si possono aiutare gli uomini per sempre, facendo per loro ciò che possono fare da soli” il Sud, sempre nelle parole di Lincoln “…ha bisogno di essere aiutato ma deve prima di tutto prendere coscienza e fare da solo” sono queste le parole dell’On. Giuseppe Galati a chiusura della tavola rotonda “Prospettive mezzogiorno”, che si è svolta ieri, 15 luglio 2010, nella splendida cornice dell’Antico Circolo del Tiro a Volo di Roma.
Ad intervenire al dibattito l’On. Giuseppe Galati, autore del libro “Al Sud come al Nord”, l’On. Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento Europeo e autore del libro “Domani a mezzogiorno”, Gerardo Bianco, Presidente dell'Associazione degli ex parlamentari, Carlo Borgomeo, Presidente della Fondazione per il Sud, Piero Alberto Capotosti, Presidente emerito della Corte Costituzionale, e Matteo Caroli, vice preside della Facoltà Economia e Commercio dell’Università Luiss. Ha moderato i lavori il Dott. Giovanni Russo, giornalista.
La visione sul Mezzogiorno si è sviluppata in uno schietto e appassionante dibattito. Tra le tesi emerse quella di Gerardo Bianco, il quale ha parlato di necessità di un intervento massiccio e importante dello Stato per far decollare il federalismo, sulla cui riuscita esprime una forte titubanza.
Carlo Borgomeo si concentra sulla necessità di individuare azioni concrete per il Sud. “Il grande divario che oggi esiste tra il Nord e il Sud – spiega il Presidente della Fondazione per il Sud - riguarda soprattutto la dimensione sociale. E’ necessario esaltare la responsabilità individuale e collettiva per fare in modo che il Sud possa decollare e avviarsi verso la strada della rinascita e dello sviluppo”.
“Recuperare l’attrattività” questo l’imperativo di Matteo Caroli, il quale si concentra sul fenomeno della fuga dei cervelli dal Sud dell’Italia. “E’ necessario – continua Caroli – avere una visione chiara delle strategia da attuare, portando avanti gli interessi di tutti”.
Piero Alberto Capotosti ha esortato i meridionali a “recuperare sé stessi e la coscienza dell’importanza del Sud. Il problema del mezzogiorno è un problema nazionale. Non possiamo – continua ancora il Presidente – dimenticarci del Sud. Prima si parlava di Europa a due velocità, ora è l’Italia ad essere a due velocità e questo rappresenta un pericolo, un problema da risolvere, partendo soprattutto dalla coscienza e dall’importanza che il Sud ricopre all’interno del territorio del Mediterraneo”.
L’On. Gianni Pittella parla di “necessità di autocritica per poter ripartire. Solo prendendo coscienza di quelli che sono i ‘mali’ del Sud è possibile avviare un percorso risolutivo e fattivo, per combattere la nuova sfida: fare del Sud l’hub del Mediterraneo”.
“E’ necessario attuare un federalismo visto dal Sud - spiega l’On. Giuseppe Galati - per provare a rilanciare il Mezzogiorno, mettendo in campo nuovi e più moderni modelli di sviluppo in grado di valorizzare risorse umane e patrimoni già esistenti, sfruttando soprattutto la posizione geopolitica del Sud all’interno del Mediterraneo. Il Mediterraneo può diventare centrale nella nuova economia e il Sud può essere la locomotiva per riaccendere lo sviluppo del paese. Insomma – conclude il parlamentare - il Sud, con un suo scatto d’orgoglio, diventi protagonista assoluto del proprio destino”.