La gestione di un’economia saggia che guardi allo sviluppo e sia rispettosa dell’ambiente è uno dei temi su cui si dovrà cimentare la politica nel futuro.
Le crisi globali che hanno coinvolto le economie apparentemente più solide e minato il benessere dei cittadini, sono uno spauracchio con cui bisogna imparare a sopravvivere.
L’Italia si è dimostrata, grazie alla lungimiranza dei cittadini e al risparmio privato, uno dei paesi meno vulnerabili rispetto allo tzunami finanziario recente.
La propensione al risparmio della famiglia italiana e la capacità d’ingegnarsi con la fantasia e con l’estro creativo, hanno dato fiato alle famiglie italiane e protetto la piccolissima e piccola imprese.
Certo è inutile negare che la crisi si è sentita e si sente. Forse, però, il peggio è passato. Ma mettere mano alla leva dello sviluppo edella crescita è ormai improcrastinabile per non rimanere impantanati.
La decisione di investire mezzo punto di Pil da destinare a crescita e sviluppo, non solo è urgente ma anche opportuna.
Per il prossimo anno il Governatore Draghi prevede una crescita del prodotto interno lordo dell'1%, e analizza con profondità la situazione italiana, indicando saggiamente, come impegnarsi sul versante del lavoro sia fondamentale, perché, per lo sviluppo economico, serva la ripresa della domanda interna; espansione e domanda per accendere un circolo virtuoso che da consumi evoluti e di lungo periodo porti a reddito diffusi e consumi primari.
In questo occorre fare quadrato attorno alle iniziative che ,implementano le azioni tese a promuovere produttività e la crescita.
Il paese ha bisogno di stabilità e di zero scossoni per avere credibilità interna e all’estero, diventando, cosi’, competitivo e spendibile.
Gli italiani hanno bisogno di più sviluppo, ma anche di più governo dell’economia.