Gioia Tauro è stata la speranza per un nuovo modello di sviluppo del Mezzogiorno e per la Calabria in particolare. L’idea di dare corpo e di sfruttare la risorsa mare con un porto di grande rilevanza per i traffici delle merci nel cuore del Mediterraneo è stata - dopo la conversione da cattedrale nel deserto dell’ormai famigerato centro siderurgico - una scelta giusta e che ha saputo guardare nel lungo periodo.
Il porto di Gioia Tauro è un tema che attiene all’intero paese e non solo quel lembo di terra che si chiama Calabria.
Gioia Tauro può rappresentare, come gia ho avuto modo di sottolineare, un importante hub e imporsi come fondamentale snodo per il commercio italiano, europeo ed extraeuropeo.
Lo stop di 30 ore che ha interessato lo scalo calabro a causa di mancanza di navi in arrivo è un campanello d’allarme da prendere in considerazione con serietà e con delle proposte.
Pensiamo alle potenzialità che si nascondono dietro questa importantissima risorsa: il porto di Gioia Tauro potrebbe rappresentare un asse di traffico strategico per i Balcani, per il continente africano e indiano. Gioia Tauro in effetti ha tutte le caratteristiche per affermarsi come gateway in quanto dispone di molte aree nel retro porto, può contare su una vasta rete di collegamenti via mare e via terra, e può inoltre far riferimento anche all’aeroporto di Lamezia Terme.
Bisogna quindi ridisegnare in modo netto tutte le azioni a sostegno del Transhipment italiano, ottimizzando quelle risorse che si hanno potenzialmente a disposizione, portando a compimento le grandi opere infrastrutturali come la Salerno-Reggio e la velocizzazione della linea ferroviaria Salerno-Reggio Calabria che si legano in maniera diretta al contesto portuale. Evidentemente tutto questo si può realizzare con un’azione sinergica degli enti locali e del governo nazionale che hanno la necessità di fare propria l’intrinseca capacità di saper ascoltare e accogliere il grido di allarme lanciato da centinaia di lavoratori, per evitare una crisi che intaccherebbe un sostentamento necessario per le loro famiglie.
Per non vanificare il lavoro sino ad ora fatto le potenzialità del porto vanno aiutate e implementate attraverso delle agevolazioni che rendano più conveniente per le navi attraccare a Gioia Tauro, piuttosto che in altri porti dell’area mediterranea. Bisogna che la competitività di questa struttura possa essere più concorrenziale; e qui gli strumenti devono essere predisposti con attenzione e con lungimiranza. In buona sostanza, è fondamentale che l’appeal del porto non solo per la posizione geografica, ma, anche, e soprattutto per le opportunità economiche per chi si ferma, sia migliore di quella offerta da altri porti.
La sfida è difficile, ma Gioia Tauro può e deve continuare ad essere un asset di primaria importanza per l’intero paese.