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Blog: Il blog di Giuseppe Galati

1/31/2012 9:03:09 AM    
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Post: Le eccellenze calabresi per l'Expo 2015

La Calabria e il Mediterraneo sono due facce della stessa medaglia. Il Brand Calabria è un contenitore intriso di valori, di storia, di turismo, di arte, di artigianato, di impresa e di cultura che guarda al Mediterraneo come suo naturale partner intellettuale ed economico.
Perciò, partire dall’area mediterranea per rilanciare il Made in Calabria con le sue potenzialità di sviluppo e di crescita per il territorio, ma anche, di opportunità per chi vuole fare impresa in un lembo di terra che si affaccia sulle sponde del Mediterraneo.

Vogliamo essere i fautori di un nuovo modello di cultura e di impresa che guarda al mondo come suo naturale partner.

La globalizzazione dei mercati delle idee e la contaminazione delle culture ci impone di guardare oltre la siepe. Il nostro giardino può diventare più ricco e più florido se sappiamo confrontarci con il mondo coniugando le nostre peculiarità con quelle dei popoli globalizzati.

La Calabria può e deve essere, senza dubbio alcuno, una protagonista indiscussa della ripresa economica italiana. Tale ruolo può ricercarlo con la forza delle sue eccellenze che rappresentano l’embrione del nuovo progetto Calabria.

Eccellenze che rappresentano il motivo fondante di questa nostra odierna discussione tutta incardinata sul ruolo che esse potranno svolgere per contribuire a rendere luminosa la manifestazione fieristica dell’Expò 2015.

Portare il made in Calabria all’Expo 2015 significa rilanciare e promuovere i suoi pregiati tesori insiti, per esempio, nello spettacolo offerto dalla natura: i suoi differenti e variegati contesti territoriali fatti di panorami suggestivi, luoghi incontaminati e paesaggi mozzafiato che rappresentano l’anello forte della proposta turistica calabrese.

Nel nostro Sud ci troviamo spesso dinanzi a una frammentazione turistica, anche per ciò che riguarda l’attività alberghiera. Al Mezzogiorno occorre un quid in più: la stessa qualità di efficienza nei servizi pubblici e privati che il turista esigente trova altrove. Ma non basta. C’è nel Mezzogiorno un dna di cultura dal quale non si può prescindere e al quale bisogna guardare con rispetto e con la capacità di promuovere un nuovo modello di sviluppo. Da qui una delle idee lanciate nel dibattito politico attraverso un pamphlet “Al Nord come al Sud. Tra Federalismo e responsabilità” che è quella di  creare un’alta scuola di formazione per il turismo, una sorta di «Bocconi» del settore, in grado di offrire una preparazione non solo teorica ma anche pratica ai giovani che si vogliono inserire in questo settore. L’Alta scuola meridionale del turismo (Asmt) dovrebbe puntare non solo a istruire gli operatori del settore, con tanto di stages all’estero. La Scuola dovrebbe essere finanziata con contributi pubblici ma anche dai privati, un mix di risorse che garantirebbe anche maggiori possibilità di sbocco per i giovani che sceglieranno di specializzarsi in questo comparto.

Parlare delle eccellenze Calabresi nel contesto fieristico milanese significa mettere in vetrina l’arte che attraversa i secoli della storia e fa della Calabria un crogiolo di culture; ed ancora puntare sull’intraprendenza dell’artigianato locale, il folklore  e la sua ospitalità.

Infine il patrimonio legato al settore agroalimentare da difendere contro i moderni e attuali mali delle contraffazioni che rischiano di offuscare l’elemento qualitativo delle nostre produzioni.
 
La Calabria deve riuscire a concepire l’agroalimentare come una risorsa, un valore, un bene da tutelare che può, rappresentare anche uno straordinario veicolo di promozione e marketing territoriale. E’ necessario quindi un approccio mirato alla salvaguardia delle produzioni enogastronomiche  un progetto simbiotico fra enti locali e istituzioni nazionali.


Difendere dalla concorrenza mondiale comparti produttivi economicamente e socialmente importanti, quali l'agroalimentare è strategico per il nostro sviluppo endogeno e per evitare gli assalti indiscriminati con mire espansionistiche di imprese estere.

Da sempre i prodotti agroalimentari che rappresentano la nostra eccellenza nel mondo, e su cui si basa non solo la gran parte della nostra economia, ma anche la nostra salutare dieta mediterranea, sono soggetti a tentativi di contraffazione ed imitazione. Olio, vino, pomodori, salumi, prodotti tipici che arrivano sulle nostre tavole e su quelle estere spacciandosi come rigorosamente calabresi, ma che di nostrano hanno davvero poco, forse solo un’etichetta sapientemente falsificata.

Ne derivano danni ai produttori, il cui lavoro viene offuscato da una furba concorrenza che corrode il sistema in una duplice modalità: da una parte offrendo ai consumatori, a costi inferiori, prodotti di dubbia qualità e garanzia perché scarsamente controllati; dall’altra arrecando danni incalcolabili a tutto il settore agroalimentare che dovrebbe essere fiore all’occhiello della nostra economia.

Nell’ambito dell’agroalimentare deve essere individuata come elemento di alto valore  la cosiddetta  dieta mediterranea, strettamente legata al lavoro del nutrizionista americano Ancel Benjamin Keys, che intorno alla metà del secolo scorso contribuì all’individuazione delle peculiari qualità salutari di questo tipo di alimentazione. Keys, medico e fisiologo statunitense, condusse approfondite ricerche tra il 1957 e il 1960 nel territorio di Nicotera, riscontrando la bassa incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione locale grazie al regime alimentare caratterizzato da alcuni alimenti base: pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali, olio d'oliva, pesce e vino. La dieta mediterranea, attorniata da caratteristiche valoriali  storiche e scientifiche, oltre che demo-etnoantropologiche, si configura oggi come tra i capolavori del nostro patrimonio, bene culturale immateriale dell'umanità, riconosciuto dall'Unesco. Si tratta infatti non solo di un sano regime alimentare ma di un ricco contenitore di conoscenze storiche, culturali, antropologiche, scientifiche ed iconografiche che interagiscono tra loro in modo compiuto, valorizzabile in alcuni determinati territori dell'Italia Meridionale, su tutti la Calabria, luogo per l’appunto d'elezione della dieta mediterranea.

In conclusione in una realtà in cui globalizzazione ed eccesso di offerta impongono alle imprese una nuova “filosofia di gestione orientata al mercato”, bisogna in primo luogo confrontarsi con le economie crescenti, ma anche e soprattutto contrastarle, attraverso una sorta di neo protezionismo normativo, che agevoli le nostre eccellenze nella competizione contro la concorrenza sleale per esempio del cosiddetto “Made in Cina”. 
 
In quest’ottica  noi guardiamo al futuro con gli occhi del passato, che significa riscoprire e custodire il senso profondo delle nostre tradizioni da tramandare alle future generazioni, promuovere le tipicità e valorizzare il tessuto produttivo delle piccole realtà imprenditoriali più avanzate. Tutto questo con un obiettivo chiaro: migliorare con la qualità dell’offerta le condizioni socioeconomiche della Calabria e contribuire a porre le basi di un nuovo e moderno  rinascimento per l’Italia.
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