Proprio a testimonianza che ormai le nuove tecnologie hanno pervaso tutti i settori e gli ambiti della nostra vita, il nuovo anno scolastico comincia per gli studenti del Liceo Scientifico Lussana di Bergamo con una grande novità: l’utilizzo di ben 17 iPad distribuiti in comodato d’uso agli studenti, e coadiuvati dalla realizzazione di una efficiente rete wifi disattivabile dai docenti nei momenti opportuni, e da altri 6 ebook reader ed un maxischermo.
Di qualche mese fa, invece, la prima sperimentazione negli USA: la Monte Vista Christian School, in California, è stata la prima scuola ad adottare iPad al posto dei supporti cartacei e i docenti si sono dichiarati molto entusiasti perché è molto più utile e veloce poter spiegare una lezione con un semplice click.
Anche se i primi giorni ci sono stati dei problemi di connessione, gli studenti del Lussana faranno, non appena possibile, lezione di inglese guardando programmi delle reti televisive anglofone, studieranno la Divina Commedia con illustrazioni in 3D, le lezioni potranno essere registrate, il materiale personale di ognuno (appunti, riassunti e sintesi) condiviso e utilizzato da tutti attraverso cartelle condivise. Insomma, un grande cambiamento.
Ma viene spontaneo domandarsi quanto e soprattutto come le nuove tecnologie possano effettivamente sostituire l’apprendimento tradizionale, quello su libri e quaderni, con zaini pesanti. Come sarà possibile controllare che, mentre il docente sarà impegnato in una spiegazione dei Promessi Sposi, i ragazzi non siano intenti a condividere foto, commenti e video su uno dei tanti social network?
E voi cosa ne pensate? Meglio un ritorno ai tradizionali supporti e metodi di insegnamento o uno svecchiamento, anche nel sistema scolastico, degli strumenti utilizzati, al passo con i tempi e le nuove tecnologie?