Desidero esprimere vivo apprezzamento per la decisione espressa oggi dalla Corte di Strasburgo che ha finalmente posto la parola fine alle polemiche su una questione fondamentale per la nostra cultura cristiana
Gesù morto sulla croce rappresenta la più grande rivoluzione di tutta la storia dell’umanità. E Gesù è il più grande rivoluzionario di tutti i tempi.
Il crocifisso è l’immagine della ribellione cristiana che ha sparso nel mondo l’idea dell’eguaglianza tra gli uomini.
Il simbolo del crocifisso è la rappresentazione di tutti gli esseri umani. Prima di Cristo nessuno mai aveva avuto una visione dell’umanità così ecumenica, caritatevole e generosa, che si concretizzava in comportamenti e divulgazioni che azzeravano le differenze e le distanze tra ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei o musulmani, neri e bianchi.
Perciò, ci sembra fuori luogo e anacronistica l’idea di una sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che boccia il crocifisso, simbolo non solo di una radicata e profonda cultura cattolica esistente nel nostro paese, ma anche di un patrimonio di valori dell’intera Europa.
I giovani devono sapere che Gesù e il crocifisso sono più di altri simboli di una giustizia e di una libertà che appartengono all’uomo,e per i quali non bisogna mai smettere di credere e di combattere con le armi della saggezza e della conoscenza.
Nell’era in cui la società sembra aver perso la bussola dei valori, degli ideali e dei punti di riferimento, non si può lasciare correre sul crocifisso, che non è solo un’icona della cultura cattolica, ma anche un patrimonio per il sapere laico, è il tratto distintivo di una nazione, di un popolo e di milioni di uomini e di donne.
La decisione presa nei giorni scorsi dalla Grande Camera della Corte Europea che ha stabilito la non sussistenza di elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche rappresenta una vittoria contro l’eccesso di laicismo, e che fa emergere il senso storico e culturale del crocifisso.
Una decisione storica una grande conquista per tutti coloro che non hanno paura di riaffermare la loro identità che emerge con tutto il suo carico simbolico proprio nel periodo quaresimale dove forte e vivo è il valore della Croce.